Note storiche, obiettivi e condivisioni sulla danza a Forli

Inserito il 01/01/2013

Danzare è meraviglioso, a prescindere da cosa si danza. 

Libera le energie, mette in contatto tutti i piani dell'essere e stimola la fantasia.  Fa in modo che la persona con il tempo, provi quella che viene chiamata 'armonia'. 

L'armonia è ciò che viene definita da Lowen (padre della Bioenergetica) la completa partecipazione di tutto il corpo, connesso e 'vivo' , insieme alla mente, emozioni e anima. 

Molte discipline di un certo tipo (diversamente da areobica, pesistica etc..) si prefiggono questo risultato, seppur con intenzioni o obiettivi diversi: il tai chi, il qi gong, lo yoga, alcuni tipi di danza, la tecnica Alexander o il metodo feldenkrais etc... 

corso danza egiziana

In tutte queste discipline, l'ascolto è la parte principale, l'integrazione delle diverse parti del corpo a partire dal centro, è l'altra base fondamentale; senza parlare dell'altro pilastro: il respiro.. 

Il corpo viene visto non come un oggetto da esibire, ma come una qualcosa di prezioso dentro al quale dobbiamo sentirci bene...e per sentirci bene, non basta imparare un passo o dimagrire..serve conoscersi. 

Per raggiungere questo obiettivo, per imparare a sentire, gestire e dare potere al proprio corpo e se stessi, possiamo utilizzare anche la danza Egiziana e la danza del Ventre, se decidiamo di dare a queste discipline anche  quell'impronta più 'profonda': entrambe, con tecniche diverse, danno la meravigliosa possibilità di imparare a conoscersi e portare nella propria vita, gli insegnamenti che traiamo da esercizi, tecnica, cultura etc..

danza egiziana contemporaneaStoricamente la danza del ventre come la conosciamo noi oggi, non nasce molto tempo addietro ; è piuttosto un connubio di tecniche, sviluppi e integrazioni con altre danze e culture: l' origine “vera” e propria della danza orientale non si conosce, ci sono diverse teorie in merito e purtroppo poche informazioni scritte; ne troviamo per lo più infatti, solo a partire dal 1800 in avanti.¹

Precedentemente vediamo solo raffigurazioni in alcuni templi, che non indicano come fosse danzata (si conoscono però alcuni tipi di danze o cerimonie), che rappresentano attimi di cerimonie, rituali, danze in certi tipologie di feste etc. 

Ma di fatto le informazioni più tangibili che abbiamo, le ritroviamo in quelle danze 'folkloristiche' o 'più antiche' come quelle (ancora presenti oggi in una piccolissima percentuale) delle danze zingare ghawazee, le danze del deserto, le danze-marziali maschili dell'alto egitto (tahtib), i rituali zar e sufi  etc, danze che vengono  chiamate Shaabi e che vengono praticate in diversi modi a seconda dello 'stile che si sceglie'.

Queste danze, un po' come la nostra pizzica, sono le più caratteristiche e di origine antichissima che possiamo conoscere. Nel tempo si sono sviluppate in diversi modi, sia in Egitto, che in tutto il resto del mondo, creando così diversi approcci sia estetici che 'interiori', di seguito ne vediamo i due principali  :

Danza del Ventre Forlì ²

danza del ventre forliLa danza del ventre diventò tale a inizio del secolo scorso, quando la richiesta europea, 'pretendeva' uno spettacolo cabarettistico e non più una semplice festa paesana...più terrena e semplice. Si mescolarono cosi movimenti antichi a movimenti nuovi, arabesque, piroette e braccia del balletto classico occidentale etc, creando cosi lo stile di 'raqs sharqi' più caratteristico dei nostri tempi .

Con il passare del tempo le continue influenze e  provenienti da ogni parte del mondo, rendono questa danza, la danza del ventre, uno stile con milioni di varianti e combinazioni, un modo di intendere la danza orientale e tutte le sue 'madri' tradizionali: di fatto ad oggi si contano numerosissime variazioni di stile, accoppiamenti con altre danze, fusioni o caratterizzazioni dettate da un insegnante piuttosto che un'altra o da un paese piuttosto che un altro (Ovviamente districarsi tra questo e tentare di capire dal nome, di cosa si tratta.... è piuttosto complesso, almeno all'inizio!!!).

Gli americani hanno influenzato questa danza a 'modo loro' creando cosi la bellydance, ad esempio, dove il carattere autentico e cioè quello festoso e della comunità, tipico di questa danza almeno in passato, è stato sostituito da una ricerca principalmente competitiva e esibizionista (non per forza in accezione negativa :)). Anche questo, come tutti gli altri modi di fare danza del ventre, ha un suo perché, ma ritengo importante che si possano riconoscere all'interno di un solo ceppo, le diverse sfumature e tipologie nonostante cercare di capirle dal nome è decisamente impossibile: raqs sharqi, danza orientale, danza del ventre, danza egiziana,  danza medio-orientale, belly dance , sono tutti nomi con i quali viene definita questa danza e ad oggi li trovate spesso accompagnati da diciture come: moderna, tradizionale, contemporanea, espressiva etc. E ovviamente è una gara a chi inventa più combinazioni!

Trovo molto interessante però potervi offrire la possibilità di conoscere la storia e gli sviluppi di questa danza spesso bistrattata e spesso utilizzata in un modo negativo.

Il mio modo di vedere la danza del ventre è attingere dal lavoro che c'è sul corpo per imparare a conoscerlo e usarlo pienamente; questo al di là dell'immagine stereotipata della danzatrice orientale che è spesso e volentieri è sfasata dal nostro immaginario 'occidentale'.

Inoltre essendo appunto uno stile in continuo mutamento, mi piace utilizzare il corpo nel modo in cui viene utilizzato nelle 'grandi' discipline di ricerca e  nelle danze tradizionali, che hanno (assurdo ma è cosi) all'interno nozioni che i “ricercatori” impiegano anni a sviluppare ;) 

Danza Egiziana Forlì

danza egiziana forliCome la danza del ventre anche la danza egiziana ha subito variazioni, ma qui ci vuole una premessa: ricordando ciò che ho detto prima riguardo alla dicitura 'danza del ventre' 'danza egiziana' 'belly dance' etc, non dobbiamo dimenticare che sono solo nomi, non sempre vengono utilizzati nel modo appropriato e spesso non è nemmeno possibile! ... potreste in effetti trovare scritto danza egiziana e vedere una ballerina che fa danza orientale da cabaret, o trovare scritto shaabi (sono le danze folk) e vedere una danzatrice piena di lustrini che fa più o meno le stesse cose di una danzatrice orientale.

La danza Egiziana che pratico e insegno (tanz-raum.com), è un 'altra cosa ancora: viene 'creata' in tempi molto recenti da Suraya Hilal, danzatrice egiziana di origine che ha deciso di 'eliminare' tutte le parti “occidentalizzate” per riportare i movimenti originari e caratteristici di questa danza.

Questo principalmente perchè il carattere tipico egiziano andava perdendosi a causa delle continue influenze. In secondo luogo Suraya, anche in base alla sue esperienza e con il passare del tempo, volle dare un carattere più artistico ed elevato. Andando avanti nella sua ricerca quindi ha mescolato qualche elemento contemporaneo, come l'uso dello spazio: le danze contadine, i rituali antichi, le danze urbane, le danze maschili e lo stile classico, non mescolate con il balletto occidentale , non mescolate con il cabaret, ma piuttosto riportate alle origini, aggiungendo poi una ricerca sul corpo e sul movimento che possa permettere uno sviluppo aperto in diverse direzioni.

Nella danza egiziana in conclusione, si studiano le danze 'originarie', quindi tradizionali applicate  ad un arte contemporanea e di ricerca. 

La Divisione delle diverse forme all'interno di questa danza egiziana sono:

  • Shaabi : la musica è quella tradizionale più antica, come gli strumenti. Le danze sono quelle dei contadini, fellahin, delle discendenti zingare egiziane, ghawazee, le danze con il bastone maschili , tahtib e saidi, i rituali sufi e zar etc. il caratere shaabi è quello semplice, di festa o della comunità, terreno ma potente quanto la conoscenza che si tramanda da secoli.
  • Balady : il balady nasce negli anni '20 circa del secolo scorso. Nasce principalmente al Cairo dove la società e la politica influenzano maggiormente chi ci vive. É un connubio tra le danze shaabi e una ricerca piu sofisticata anche in sintonia con le influenze del momento (jazz blues etc). La musica ha una struttura decisamente complessa e di fianco agli strumenti più antichi si avvicinano strumenti occidentali come sax, fisarmonica..l'improvvisazione e l'emozione sono le caratteristiche principali. Questi stili, shabi e balady, vengono danzati anche nella danza del ventre, ma in tutt'altro modo.
  • Classico di corte : In questo stile decisamente meno rintracciabile storicamente, la danza si effettua sugli strumenti più sofisticati e sulla musica classica araba. Troviamo strutture musicali molto più complesse, e la danza diventa automaticamente più elaborata e raffinata. 

Nella danza egiziana inoltre, come per la danza del ventre, non insegno solo la tecnica  ma attraverso quei movimenti, spontanei per le contadine piuttosto che per gli uomini che danzano con il bastone, cerco di raggiungere l'obiettivo di cui parlavo all'inizio: l'armonia. 

Quella cosa che tutti 'perdiamo' crescendo e che possiamo ritrovare solo 'lavorando', con gioia e curiosità,  attraverso le tecniche che scendono in profondità, oltre le apparenze. 

Spero che questo 'breve' trattato sia utile per voi e spero di aver aperto la vostra curiosità e la vostra voglia di mettervi in gioco! 

Di seguito trovate un paio di approfondimenti del testo sopra.

©Reintegra Danza - E' vietata la riproduzione anche parziale.

 ========================================================================

¹) Storicamente la prima apparizione di una 'danzatrice orientale' fuori dal suo paese, fu quella di Little Egypt, in America nel 1893 . Da quel momento ebbe inizio la sua diffusione e il suo progressivo cambiamento influenzato dalle diverse popolazioni e richieste. Prima di questo, poche furono le 'apparizioni' anche solo verbali, di questa danza nel mondo europeo: per lo più scrittori e pittori 'inventavano' a fantasia seducenti e sedicenti donne in pose plastiche su cuscini sfarzosi.. e per lo più tutte queste immagini di un 'lascivo' oriente , erano derivate da una scorretta traduzione del famoso libro 'Le mille e una notte' (se volete un 'edizione ottima, trovate quella di Francesco Gabrieli) che appariva così al popolo chiuso e moralista, europeo, un mondo pieno di ''risorse'' e ''libertà''... Ci furono però alcuni scrittori europei che viaggiarono attorno al 1850 e scrissero di danzatrici (ghawazee) che ebbero l'onore di vedere. Sempre europei, questa volta le truppe napoleoniche, lontane ovviamente dalla cultura araba e questo tipo di danze, iniziò a richiedere spettacoli nei propri caffè (costruiti appositamente in Egitto per 'stranieri') e a questo punto, molte danzatrici e prostitute, si ingegnarono per poter in qualche modo fare soldi.

²) Raqs Sharqi (raqs: danza; sharqi: orientale) è il nome attribuito alla danza solista dell’Egitto, e si riferisce in specifico alla danza che viene accompagnata dalla musica classica.  L’uso del termine Raqs Sharqi per indicare questa forma di danza potrebbe avere una origine più recente, ai tempi del colonialismo Britannico. Durante il governo Britannico coloniale (1882-1952), la musica e la danza occidentali hanno permeato le arti dello spettacolo n Egitto. In reazione a questo sapore occidentale, emerse un forte orgoglio nazionale nella musica e nello spettacolo per ciò che era autenticamente Egiziano- Arabo o “asil” (Danielson 1997). Il Raqs Sharqi era per definizione Asil, poiché esprimeva l’estetica egiziana o orientale in contrapposizione con il nuovo balletto o il music hall occidentali.  Durante gli ultimi tre secoli la colonizzazione e l’industrializzazione hanno reso i danzatori emarginati finanziariamente e socialmente, e la forme d’atre ha subito un grave declino. In vari momenti a partire dall’invasione di Napoleone (1798) sino alla fine del governo Britannico (1952) i soldati francesi e inglesi stazionavano in Egitto, e questi uomini, insieme con altri viaggiatori europei, fraintesero la audace, espressiva natura della danza ed incoraggiarono le danzatrici di strada, le quali erano fra le poche donne disponibili alla pubblica vista degli stranieri, a volgarizzare la loro danza. Durante il governo di Mohammed Ali (1805-1848), le danzatrici venivano pesantemente tassate e frequentemente impedite nell’esibirsi al Cairo nel tentativo di fermare scambi immorali fra le Ghawazee (danzatrici di strada) e i soldati stranieri (Van Neuwkerk 1995). Queste severe misure posero in atto un circolo vizioso: le tasse e i divieti impedirono alle danzatici più povere di ottenere ingaggio rispettabili nelle celebrazioni familiari e le spinsero verso il pubblico europeo, che si aspettava da loro che rendessero erotica la loro danza. Come la natura della danza degenerò ai più bassi strati della società, il rispetto per i danzatori nella cultura egiziana declinò pure. Verso la metà del secolo XX la danza egiziana non poté più essere riconosciuta come una rappresentazione della cultura. La forza che il Raqs Sharqi deve aver avuto un tempo può soltanto essere immaginata qui e là grazie a danzatrici che hanno preservato qualche elemento della forma tradizionale. Le danzatrici Ghawazee dei Sai’id, la danza Baladi di Suheir Zaki, lo stile Baladi e Cassico di Taheyya Carioca e Naima Akif sono buoni esempi del Raqs Sharqi nel secolo XX, ed offrono un parziale ingresso nella perduta forza dello stile. Queste danzatrici dimostrarono un autentico modo indigeno di danzare, anche se nessuna di esse espresse la grande forza della musica egiziana. La nascita di nuove forme di spettacolo durante il secolo XX, come il cinema ed i locali notturni, può parzialmente spiegare il depauperamento degli stili, poiché questi limitavano l’espressione tradizionale della danza, e favorirono l’adozione di valori ed estetica non-egiziana, “orientalista”. Taheyya, ad esempio, adattò il suo mestiere per entrare nel media del cinema, e danzò lo stile nei pochissimi secondi che le venivano dati in una scena, presentandosi con l’imperativo di sorridere graziosamente alla macchina da presa, mentre i suoi costumi erano spesso influenzati dall’orientalismo Hollywoodiano, e il suo stile finì senza pietà in sala taglio. Suhair, allo stesso modo, compromise lo stile per adeguarsi al nuovo show di varietà del locale notturno, ed era obbligata a conformarsi sempre più all’immagine occidentale della danzatrice orientale per mantenere una carriera di successo nei locali notturni. La cultura dei nighclub di oggi in Egitto può essere vista come un prodotto dell’orientalismo occidentale rivenduto all’Oriente. Nel secolo XIX parecchi aspetti delle culture orientali venivano esportati per l’Occidente in varie fiere commerciali, o esibizioni internazionali, a Parigi, Londra e negli Stati Uniti. Nel 1893 il pubblico americano fu testimone di una troupe di danza egiziana all’Esposizione internazionale di Chicago e questi spettacoli stimolarono un grande numero di parodie  dei movimenti di fianchi e torso del Raqs Sharqi, creando l’Hootchy-koothchy (Van Neuwkerk 1995). Questa invenzione delle danzatici occidentali potrebbe essere descritta come la vera nascita della danza del ventre, o danza orientale (Hilal 1999). Il primo nightclub in Egitto fu fondato da una donna siriana, Badia Masabni, nel 1926, la quale creò uno stile “orientale” pesantemente influenzato dalla visione che Hollywood aveva del misterioso oriente. Badia impiegò un gran numero di danzatrici fini e con basi tradizionali come Taheyya Carioca e le educò ad adeguarsi a questo nuovo look orientale.  I nightclub egiziani di oggi impiegano più che altro danzatrici occidentali che si esibiscono in una fantasia orientale erotica per i turisti maschi che visitano l’Egitto, ed il loro vocabolario di movimento contiene una parodia esagerata degli originari movimenti egiziani. Per essere competitivi sul mercato, i danzatori egiziani devono anche adottare il genere da cabaret ed i loro movimenti stanno diventando sempre meno identificabili come egiziani. La forma e l’estetica del Raqs Sharqi è stata in tal modo seriamente erosa dalle influenze occidentalizzate. Negli anni ’80 emerse un’artista della danza egiziana che percepì la reale minaccia all’esistenza dell’autentica danza egiziana. Suraya Hilal, nata al Cairo, sentì che la danza del ventre o danza orientale spesso etichettata come egiziana in Occidente non rappresentava né rendeva il giusto rispetto alla sua eredità culturale della danza- la danza che lei aveva imparato nella sua famiglia e comunità. Suraya esaminò la sua comprensione familiare e culturale della danza, ricercando le tradizioni sopravvissute dell’Alto Egitto e la cultura della musica e della danza Baladi della Mohammed Ali street del Cairo (la zona degli artisti), prendendo in esame il legame fra le danzatrici dei film degli anni dal ’30 al ’50 che conservavano elementi dello stile, e successivamente utilizzando queste fonti come ispirazione e guida.   (Sarah Hamilton, tratto da www.ilmosaicodanza.it)

Forse ti interessa ...

18/01/2007 - GLI STRUMENTI NELLA DANZA EGIZIANA

Nella musica araba esistono strumenti molto antichi propri della cultura rurale Egiziana o della musica classica colta ed altri inseriti e modificati successivamente, come la tastiera, il saxofono, la fisarmonica, utilizzati nella musica popolare baladi.

16/10/2007 - PERCHè LA DANZA DEL VENTRE

La danza, in generale, possiede un aspetto magico, forse più di tutte le altre forme d’arte, in quanto permette di oltrepassare il controllo mentale, liberarsi dei pensieri e andare oltre, concentrandosi sulla propria presenza e sul proprio essere. Con la danza possiamo esprimere le nostre emozioni, il nostro carattere e aumentare la nostra capacità di sentire e percepire attraverso il corpo, tutto ciò che ci circonda; sicuramente è uno strumento molto potente per affermarsi, riscoprirsi e capirsi. Muove l’energia del nostro centro e permette di farla circolare meglio, in tutto il corpo.

CORSO DANZA DEL VENTRE FORLI

Perché le persone dovrebbero partecipare a un corso di danza del ventre? Il corso di danza del ventre a Forlì proposto da Sara ...