Rolfing ©

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Il Rolfing è un metodo di lavoro corporeo che si sviluppò negli anni 1940 e '50 negli Stati Uniti grazie alle intuizioni della Dr. Ida Rolf. Oggigiorno mantiene una posizione di rilievo nel campo delle cure del corpo che condividono una visione olistica della persona.

Il Rolfing è un metodo che può essere utilizzato non solo per trattare problemi strutturali esistenti (che si manifestano con mal di schiena, dolori cervicali, instabilità delle caviglie, periartriti scapolo-omerali, ecc.), ma anche come approccio preventivo per aiutare a mantenere e migliorare il proprio stato di benessere.

La Dr. Ida Rolf fu una pioniera per i suoi tempi. Comprese che c'è una correlazione fondamentale tra la forza di gravità e il funzionamento armonico del sistema locomotore umano.

Il corpo è un'unità senza cuciture: una visione olistica

Il tessuto connettivo riveste un'importanza centrale per il suo metodo, che lei stessa definì "Integrazione Strutturale" e ribattezzato "Rolfing" dai suoi allievi. Il successo ulteriore che il Rolfing conquistò dipese dal fatto che ella riuscì a incorporare creativamente le intuizioni psicoterapeutiche del suo tempo con questa nuova forma di intervento corporeo.

Il nostro corpo è intelligente

Il Rolfing parte dal presupposto che ogni corpo sulla terra è "intelligente", poiché risponde in maniera logica e appropriata agli stimoli che riceve: il mal di schiena che ci affligge è quindi la risposta coerente del nostro corpo alle sollecitazioni eccessive o non gradite. Ida Rolf ha suddiviso idealmente il corpo in vari segmenti, le gambe, i glutei, il bacino, l'addome, il torace e la testa: il loro equilibrio determina il nostro benessere.

Manipolare per bilanciare

Il Rolfing agisce direttamente sul corpo, in modo tale da riportarne in equilibrio la struttura e bilanciarne l'assetto,attraverso un sistema completo di manipolazioni profonde dei tessuti connettivi che ricoprono i muscoli, gli organi e i visceri, rivestono le cavità e formano tendini e legamenti.
Il Rolfer guida attraverso il tocco, ad avere una postura più equilibrata ed armonica, muovendo anche le aree più rigide del corpo.

La forza di gravità influenza la nostra schiena

Il nostro mal di schiena può essere il risultato dello sforzo che i muscoli stanno compiendo per non soccombere alla forza di gravità: l'impatto che essa ha sul corpo può essere mal indirizzato.
i muscoli Le posture sbagliate ci costringono ad incurvarci, mentre si può usare questa forza comeamica, come una spinta dal basso per tirarci su: in piedi si sta più dritti, nel movimento si è più sciolti ed efficienti.

La fatica dei muscoli

Non sempre, quando si sentono dei dolori alla schiena, si tratta di malattie gravi o si è in presenza di veri e propri traumi: molto spesso invece ciò che sentiamo è la fatica accumulata dalle miofasce (cioè l'insieme dei muscoli e dei tessuti connettivali), sollecitate troppo o troppo a lungo, sempre negli stessi punti, o coinvolte a reggere un peso che non si scarica adeguatamente sulla superficie d'appoggio.

Anche quando stiamo a lungo fermi, in una posizione che sembra comoda, come lo stare seduti, se questa non è proprio corretta possono insorgere fastidi. Ancora, la forza di gravità gioca un ruolo importante.

L'obiettivo del Rolfing è quello di ridare l'elasticità perduta alle miofasce e di aiutare ad assecondare di più le informazioni che il nostro corpo ci invia, per sapere come muoverci nel modo più facile ed economico.

L'importanza dei tessuti connettivi

I tessuti connettivi (che ricoprono i muscoli, gli organi e i visceri, rivestono le cavità e formano tendini e legamenti) sono paragonabili a un'unica rete che connette ogni elemento del corpo. Questa si disidrata per inattività, si indurisce perché costretta a sostenere sforzi eccessivi e prolungati, si altera dopo un'infiammazione o un trauma.
Anche un organo sofferente crea alterazioni nei tessuti che lo sostengono e, attraverso la rete dei tessuti connettivali può manifestare i suoi problemi a distanza: ad esempio è possibile che gli spasmi dello stomaco diano un dolore vertebrale.
Quando si riduce l'elasticità di un settore della rete, il movimento delle articolazioni interessate più da vicino diminuisce, altre parti devono compensare questi accorciamenti, tutto l'insieme viene pian piano coinvolto e i vari segmenti di cui è composto il corpo perdono il rapporto corretto tra loro, si spostano, ruotano su se stessi: l'organismo intero si sbilancia. La forza di gravità accentua ancor più questo squilibrio.

Noi e il dolore

Se la manipolazione praticata si fa dolorosa, il Rolfer e il suo allievo possono utilizzare questa sensazione sgradevole per raccogliere una serie di informazioni utili: ad esempio, la zona che si sta toccando presenta tensioni, rigidità, durezza. Altre volte, le informazioni riguardano il tipo di dolore: alle volte è un "male che fa bene", fa male ma progressivamente qualcosa si "scioglie" e il dolore scompare.

Fonte: www.rolfing.it (da visitare per ulteriori informazioni)

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