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Due parole su Khatawat
Di Sara (del 30/09/2009 @ 14:34:06, in Chiacchierando..., letto 433 volte)

Khatawat non è una palestra. Non è una scuola di danza. Non è una scuola di musica. Khatawat è stato il primo tentativo di realizzare a Forlì un polo di aggregazione per tutte quelle discipline cheinsieme funzionano meglio: danza e arti marziali, percussioni e melodia, sollievo del corpo e stimolo della mente. Discipline olistiche, appunto.

Esempio pratico: prima di Khatawat, la danza del ventre a Forlì era una variante esotica dell’aerobica. La ballerina arrivava in palestra (tra cyclette e sollevatori di pesi) e cercava di raggiungere una dimensione mentale lontana anni luce da quell’ambientino così occidentale. Serviva, insomma, qualcosa di diverso.

Khatawat, in arabo, signifca passi. Sono i passi delle arti che si avvicinano, si cercano e scoprono che una palestra con il pavimento in legno imbiancata di fresco sa essere un ambiente molto più stimolante di un capannone con la radio troppo alta.

Dal 2007, Khatawat è questo.

Ok, anche questo.

Non bastano quattro mura e un po’ di soldi e qualche amico bravino a ballare per offrire un servizio di qualità: a due anni dalla sua nascita, il Centro Culturale di via Pelacano 12 può vantare una trentina di corsi, una ventina di collaboratori e oltre 500 soci. Soprattutto, Khatawat si è costruito passo dopo passo un’identità difficile da imitare. Quest’idea delle discipline olistiche, a raccontarla adesso, sembra persino ovvia: due anni fa, semplicemente, non c’era. Ora c’è. E nel frattempo in città sono nate altre realtà con lo stesso spirito, o il tentativo di ricreare lo stesso spirito. Ci piace pensare di avere indicato una strada nuova per Forlì, una strada che continuiamo a percorrere: cresciamo, passo dopo passo, ci guardiamo intorno e coltiviamo le nostre specialità. I risultati si vedono: certe differenze sono talmente sottili che non si raccontano a parole.

Poi ci sono gli spettacoli: Khatawat in questi anni non si è fatto mancare seminari e concerti con artisti nazionali e internazionali (Claudia Heinle, Ibrahim el Minyawi, Carolina Fonseca, Sugato Bhaduri, Om Prakash Pandey, Marie al Fajr per dirne alcuni). Il modo migliore per imparare è guardare quelli bravi.

E poi c’è ìl.Rof, il festival itinerante di musica, arte & danza che Khatawat ha ideato insieme a Madamadorè e Casa del Cuculo: di nuovo, una cosa del genere a Forlì non si era mai vista. E’ successa nel giugno 2009 e succederà di nuovo nel giugno 2010. Ma avremo tempo di riparlarne.

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