Passo dopo Passo ... Khatawat su Multisport

Passo dopo Passo ... Khatawat su Multisport

Paolo Veronica, che con Sara Succi ha ideato nel 2006 Khatawat, mi accoglie nelle coloratissime sale del centro culturale confidandomi come le loro passioni per il mondo arabo, per la danza medio-orientale e i giochi da tavolo, li abbiano portati a creare un posto che raccogliesse tutto ciò e come ogni cosa in Kathawat trasmetta queste passioni.

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Abbiamo approfondito materie che difficilmente si potevano trovare a Forlì, dando vita a un luogo dove poter studiare non solo l’aspetto tecnico delle discipline ma il retroterra di significati che queste radunano, in un percorso di esperienze (non a caso Khatawat in arabo significa “passi”, a rappresentare il legame fisico dei piedi con la terra, ma anche un viaggio evolutivo interiore ed espressivo) differenti ma contigue, dalla danza al teatro, alle percussioni, sempre con il desiderio di creare momenti di condivisione e apertura verso gli altri

Aggiunge Sara Succi che “le materie insegnate nel centro sono tante: danze etniche, arti marziali e discipline olistiche e sono proposte tutte con serietà e attenzione da insegnanti con esperienze specifiche. Nei fine settimana ci piace poter ospitare artisti e professionisti provenienti da ogni parte del mondo e chiedergli di condividere la loro cultura e il loro sapere”. 

di seguito qualche estratto ...

Yoga

Frequentare il centro Khatawat significa compiere un’esperienza coinvolgente e personale, intima. In particolar modo con le discipline olistiche, nelle quali l’essere umano è  sistema complesso di aspetti psicologici e fisici tra loro correlati: “tra queste forse la più nota è lo yoga, disciplina antichissima proveniente dall’India, metodo pratico ma anche filosofia di vita –  spiega Francesco Maltoni, insegnante di yoga - in particolare l’hatha-yoga comprende aspetti posturali e altri di controllo della respirazione, mediante i quali concentrarsi sul proprio corpo in tutte le sue parti, in un’approfondita esperienza di conoscenza di sé, con effetti benefici in termini di equilibrio fisico e consapevolezza” 

Yoga Dolce

Anche Enrico Lombardi, pittore nonché scrittore, insegna yoga: il suo corso si distingue per il metodo dolce e terapeutico, accessibile a tutti, estremamente attento a non forzare i limiti individuali e a riproporre una pratica vicina all’originale tradizione indiana, quindi non occidentalizzata: “è una pratica priva di atletismi, semmai estremamente graduale, basata sulle tecniche respiratorie, sulla meditazione, la consapevolezza e la coordinazione tra respirazione e movimento, con sequenze di esercizi da concentrare sui vari organi: una meta-ginnastica molto approfondita”.  Infatti Enrico, propone, nelle sue lezioni, un metodo che miscela contributi di hatha yoga, ratna yoga e kriya yoga, caratterizzato da movimenti minimali, rilassanti e piacevoli

Qi Gong

Paolo (Raccagni), come si fa il qi gong? “Partendo da un’impostazione fisica, tramite esercizi sulla respirazione combinati anche a movimenti armonici, in una sorta di meditazione in movimento, si lavora sulla circolazione dei flussi energetici (il Qi), utilizzando l’intenzione, dirigendoli lungo i meridiani. Così facendo i movimenti sciolgono prima i blocchi fisici per poi arrivare a risolvere anche quelli mentali. Tramite le posture, fisse o in movimento, si proiettano i nodi energetici verso l’esterno”.

Tai Chi e Meditazione

Peter Bruno, maestro di meditazione e di taj chi,  mi spiega che la meditazione, “si divide in due tipologie: quella che insegna a concentrarsi su qualcosa, ad esempio sul respiro e quella che lavora in modo creativo: la prima si sofferma inizialmente sul controllo e poi sull’osservazione della propria respirazione, lasciando scorrere i pensieri e liberando energia. Con la pratica si smetterà di avere un atteggiamento di controllo su tutto, diventando più disponibili e rilassati, abbandonando schemi mentali e sensi di colpa, riprendendo le redini della propria vita con maggiore consapevolezza. La seconda tipologia parte dall’assioma che l’essere umano è nato per vivere felice, e non per accettare come fosse la normalità stress, tensioni e stati d’ansia, che invece sono aspetti patologici”

Longevity

Longevity è la più recente e sconosciuta tra le discipline finora raccontate: Alessandro Maltoni ne è l’insegnante presso Khatawat. "... è una pratica meditativa che coinvolge anche il piano fisico. Rivolta a tutte le età, ne è scopritore e Maestro Howard Lee, terapeuta di origine cinese naturalizzato in America, esperto di MTC, maestro di kung fu che per lunghi anni fino ad oggi ha curato con l’energia (il famoso scrittore Carlos Castaneda è stato tra i suoi pazienti e gli ha dedicato il libro “Il Fuoco dal Profondo”) ... La consiglio a chi soffre di stress o di ansia, a chi ha problemi di peso o nella sfera sessuale, in famiglia, per creare un ponte tra le generazioni, per promuovere comunicazione e armonia. Quando si ha più energia e disponibilità migliora tutto l’ambiente che ci circonda!”

Shiatsu

Un approccio che parte invece da un lavoro corporeo specifico è lo Shiatsu, nato in Giappone all’inizio del Secolo scorso come evoluzione delle più antiche tecniche manipolatorie di origine cinese. Giorgio Casali, che svolge corsi di shiatsu nel centro Khatawat illustra il significato di questo termine: “Shiatsu vuol dire letteralmente pressione delle dita, che poi è la pratica che l’operatore esercita sulla persona. La mano è l’estensione del nostro cuore. Tramite il tatto, l’operatore attiva nel ricevente l’innato meccanismo di autoguarigione, sciogliendo contrazioni e blocchi e liberando canali energetici indirizzandoli lungo i meridiani. ”

Bioenergetica

Con la ginnastica fondata sull’analisi Bioenergetica, si cerca il benessere partendo dalle tensioni corporee per arrivare ad un’analisi di tipo psicoanalitico. Basata sulle teorie di Alexander Lowen, allievo e paziente di Reich, che a sua volta lo fu di Freud, è un metodo che, come sostiene Rosella Denicolò, insegnante di Bioenergetica,“lavora sul corpo, con il movimento, aumentando la sensibilità della percezione di sé con la concentrazione, fino a stati di sforzo necessari per sentire il limite, per poi rilasciare e sciogliere le tensioni con il rilassamento fisico, generando nei muscoli una sottile vibrazione”. 

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articolo di Claudio Babbi

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